Quattro secoli dopo, William Shakespeare continua a essere il drammaturgo più rappresentato al mondo. Il suo Macbeth, scritto probabilmente nel 1605, resta un capolavoro di complessità e ambiguità, una tragedia breve ma profondamente sfaccettata che interroga l’animo umano e il confine tra ambizione e rovina.
In questa cornice si inserisce la straordinaria interpretazione del Macbeth curata dalla Compagnia G.o.D.o.T., diretta da Vittorio Bonaccorso e Federica Bisegna, per “Palchi Diversi Estate 2024”. Le rappresentazioni si sono tenute sulla scalinata del castello di Donnafugata, un luogo che amplifica la forza simbolica e scenica del dramma.
Bonaccorso ha arricchito l’opera shakespeariana con le musiche di Giuseppe Verdi, selezionate con cura per enfatizzare la carica emotiva e drammatica. Questo innesto audace, unito a una regia sapiente, crea un connubio unico tra teatro e lirica, sottolineando la tensione tra destino, volontà e caos. La struttura verticale del palco-scalinata diventa un elemento narrativo che accompagna la discesa nella follia di Macbeth e Lady Macbeth, interpretati con intensità dagli stessi Bonaccorso e Bisegna.
Il testo ridotto mantiene intatta l’essenza dell’originale, esplorando la lotta interiore dei personaggi: Macbeth, da eroe leale a regicida preda della disumanizzazione, e Lady Macbeth, che trasforma ambizione in azione fino alla rovina psichica. I temi universali del potere, del rimorso e della precarietà della vita si rispecchiano nel celebre monologo:
“La vita è solo un’ombra che cammina, un povero attorello sussiegoso […] un racconto narrato da un idiota, pieno di grida, strepiti, furori, del tutto privi di significato.”
La rappresentazione si distingue per coerenza e intensità, esaltata dalle interpretazioni di un cast di grande talento, tra cui Lorenzo Pluchino, Alessio Barone e altri attori della Compagnia. Ogni elemento scenico – musiche, costumi, movimenti – converge in un’opera armonica che celebra il genio del Bardo, confermandone l’atemporalità e la rilevanza.