
Dieci rappresentazioni, tutte a platea piena, hanno animato Maison GoDoT di Ragusa, uno spazio che, per capienza, supera il celebre Théâtre de la Huchette di Parigi, dove da 67 anni viene messa in scena ogni sera La cantatrice calva, primo capolavoro di Eugène Ionesco. In realtà, la cantatrice calva non compare mai sul palco, esistendo solo in un fugace accenno nella decima delle scene ideate dall’autore franco-rumeno. Con spietata ironia e dissacrante intelligenza, Ionesco destruttura i dogmi del teatro tradizionale, mettendo a nudo le convenzioni sociali e linguistiche, il vuoto di pensiero critico e il potere che li sostiene.
Considerata il manifesto del “teatro dell’assurdo,” la pièce ha trovato nuova vita e significato nelle mani della Compagnia G.o.D.o.T. di Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, che, insieme a un cast giovane e talentuoso, hanno saputo restituire al pubblico ibleo il valore universale e sempre attuale del testo. Quasi tre quarti di secolo dopo la sua prima rappresentazione, La cantatrice calva continua a denunciare un mondo in cui il linguaggio ha perso senso, ridotto a mera forma priva di sostanza. Questa perdita, espressione del vuoto di pensiero e di coscienza, priva l’essere umano del ruolo di soggetto critico, libero e autodeterminato.
Grazie a una regia brillante e ispirata e a un allestimento curato nei minimi dettagli, Maison GoDoT – da oltre 25 anni un faro culturale a Ragusa – ha offerto dieci serate di straordinario teatro, riecheggiando i fasti della pièce al Théâtre des Noctambules di Parigi nel 1950 e al Piccolo Teatro di Milano nel 1956, dove finalmente venne riconosciuta nella sua portata rivoluzionaria.
Il pubblico di Ragusa ha accolto con entusiasmo questo dono della Compagnia G.o.D.o.T., confermandone la vocazione a proseguire con libertà e coraggio nella scelta dei testi e nella progettazione delle sue produzioni. Il teatro, così concepito, non è solo arte, ma motore di riflessione e crescita, capace di stimolare la coscienza critica degli spettatori e di rafforzare il tessuto comunitario. Una proposta culturale che invita a pensare, comunicare e condividere valori, trasformando la libertà individuale in energia collettiva, orientata al bene comune e alla felicità possibile per tutti.